d’i’ Giova
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Über Kunst / Berlin Welle
4 Ott
Nell’ambito della prima rassegna d’arte contemporanea Artistrada, promossa dal centro commerciale naturale di via de’ Neri dalla Confesercenti di Firenze in collaborazione con umaneXXImo, Present Art, Dall’arte alla Z e con il contributo di Toscana Energia è in programma, il prossimo sabato 8 ottobre 2011 dalle 11.00 alle 21.00, una mostra di mie opere e performance artistica. Il progetto, dal titolo Über Kunst / Berlin Welle segue il successo della mostra estemporanea nel sottopassaggio delle Cure di Firenze Underground / Über Kunst e si ricollega al progetto Farthan proponendo, oltre a un’esposizione di opere (pittura a olio su carta, tavola, tela, pietra e oro) anche un evento live. Dal tramonto fino alle 21.00 proietterò sulle volte della Loggia una serie di disegni e pitture digitali realizzati sul momento utilizzando una tavoletta grafica e un computer portatile. L’idea è di tradurre in un linguaggio pittorico espressionista l’onda artistica berlinese (Berlin Welle appunto) mettendola in relazione all’arte e alla cultura degli Etruschi e in dialogo con il passato rinascimentale e medievale della città di Firenze.
In mostra a Luglio al Present Art Space
9 Lug
A seguito del successo di pubblico e critica è stata prorogata la mostra inaugurale del “Present Art Space” che presenta tra l’altro una selezione di miei lavori.
Il Present Art Space si trova in Via de’ Serragli 56/58 rosso a Firenze.
L’orario di apertura è dal lunedì al venerdì dalle 15,30 alle 19,30.
Berlin – Farthan. Die Etrusker sind hier
30 Mag
“Farthan. Die Etrusker sind hier“
Un’innovativa “riflessione speculare” tra archeologia e arte contemporanea
Alla Dussmann das KulturKaufhaus, la più grande libreria di Berlino, dal 10 giugno al 10 luglio 2010, saranno in mostra importanti reperti archeologici, testimonianza dell’originalità della cultura etrusca assieme a opere d’arte contemporanea di Valerio Giovannini che declinano al presente il “Farthan” (parola etrusca che significa Genio, forza vitale e creativa).
La selezione dei materiali (gentilmente concessi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana), presenta gli aspetti salienti della civiltà etrusca, sviluppatasi in Toscana fra l’VIII e il II secolo a.C. I reperti illuminano la “diversità Etrusca”: una grande civiltà che, a differenza delle altre del mondo antico, è passata nella storia lasciando tanti segni suggestivi e un’affascinante cultura materiale ma quasi “senza parole proprie”. Come se gli Etruschi avessero scelto di immergersi totalmente nella vita senza curarsi dei posteri. Questa “passione per la vita” si specchia fortemente negli antichissimi reperti Etruschi, tanto che a vederli, essi muovono in noi contemporanei una grande libertà di immaginazione. I reperti suggeriscono attenzione e amore per la vita anche dopo la morte: in particolare quelli direttamente connessi alla dimensione plutonica come la sfinge da Chiusi, erede della millenaria tradizione mediterranea che ha radici in Egitto e Mesopotamia. Ma gli oggetti in mostra introducono anche ad altri ambiti: l’urna villanoviana da Vetulonia fornisce un’indicazione della primitiva abitazione etrusca; le urnette di età ellenistica sono lo spunto per introdurre il tema del banchetto. E le figure recumbenti femminili presentano vesti riccamente adorne di gioielli, testimonianza di quella “emancipazione” della donna in Etruria, documentata dalle fonti letterarie greche. Produzioni artistiche etrusche che sono lo specchio di una grande forza vitale e creativa e di un artigianato di alta qualità, che lavora materiali diversi: dall’alabastro volterrano, al travertino di Chiusi, alla terracotta, all’oro, al bronzo, all’argento. Le epigrafi sulle urne ci ricordano infine un popolo che conobbe la scrittura, ebbe una letteratura e fu noto per aver scritto su libri i precetti di una religione “rivelata”.
In dialogo diretto coi reperti archeologici saranno esposti i lavori di Valerio Giovannini, il giovane artista toscano che, dal 2006, ha sviluppato un importante lavoro di studio e ricerca semiotica e pittorica sull’arte e sulla cultura etrusca. Opere realizzate con varie tecniche e materiali (plexiglass, rame, terracotta, oro, e dipinti su tela di lino) che tessono un filo diretto coi codici figurativi e gli elementi culturali dei Rasenna riflettendo sul rapporto tra presente, passato e futuro e fornendo suggestioni, letture e narrazioni nuove. Così com’è sintetizzato anche dall’opera in plexiglass che dà il titolo all’evento “Farthan”, che riproduce la “Tabula Capuana”, l’antico calendario rituale etrusco conservato nei Musei Statali di Berlino, legandolo ai temi dello scorrere del tempo e della scrittura etrusca (alla base della diffusione in Germania dell’alfabeto runico). Lavori artistici di alto profilo concettuale e comunicativo, che intrecciano con sensibilità e ironia le dimensioni del tempo e dello spazio e che mostrano volti, pensieri, e vicende di persone (parola che nasce dall’idea etrusca di individuo come “maschera”: phersu/persona) e archetipi di epoca etrusca che divengono narrazione specchiante e citazione quotidiana dell’oggi. Tecniche di realizzazione e dimensioni delle opere rimandano alle proporzioni della “Tabula Cortonensis” (la sezione aurea) e ai materiali tipici dell’arte etrusca.
Attraverso questo dialogo tra antico e contemporaneo l’esposizione sottolinea l’attualità del “Farthan” etrusco e i temi dell’Etrusca Disciplina e della cultura etrusca, rispetto alle nozioni di spazio (limite fisico, confine, spazio delimitato, osservazione dei fenomeni celesti), tempo (nel senso di scrittura che preserva il ricordo e di misura degli anni), materia (arte, artigianato artistico) traendo suggestivi collegamenti con eventi attuali, anche in relazione alla storia antica e recente della Germania e al “genius loci” di Berlino, un luogo che, nelle parole di Ernst Bloch, “è puro movimento, una città che non è mai e diventa sempre”.
Per sottolineare questi elementi, sulla grande parete d’acqua della libreria Dussmann si specchierà un video con le immagini di siti archeologici e di musei etruschi della Toscana, e, nel cortile interno della Kulturkaufhaus, saranno allestite istallazioni aeree come metafora dell’eterno divenire degli archetipi. Accompagna l’esposizione un “catalogo a specchio” che da un lato presenta i reperti archeologici e dall’altro i lavori d’arte contemporanea. L’iniziativa è promossa da Amat (Associazione dei Musei Archeologici della Toscana) e Dussmann KulturKaufhaus, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Dussmann Group, Dussmann Italia, AICS e Present Art, e con il patrocinio di Regione Toscana, Musei Statali di Berlino e Istituto Italiano di Cultura a Berlino.

